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Verifica dei DPI: obblighi, scadenze e documentazione

Una panoramica delle norme europee sui dispositivi di protezione individuale – e di come documentare le verifiche in modo semplice e tracciabile.

In breve

I dispositivi di protezione individuale vanno mantenuti secondo le indicazioni del produttore, controllati prima di ogni utilizzo e verificati periodicamente da una persona competente. Con quale frequenza e da chi dipende dalle informazioni del produttore e dalle norme del singolo Paese. I risultati vengono documentati – su carta o in digitale.

Che cosa sono i dispositivi di protezione individuale?

Un dispositivo di protezione individuale (DPI) è un'attrezzatura indossata o tenuta da una persona per proteggersi da rischi per la salute o la sicurezza – dal guanto di protezione all'imbracatura anticaduta. Nell'UE il Regolamento (UE) 2016/425 stabilisce i requisiti che i DPI devono soddisfare prima di essere immessi sul mercato. Il regolamento suddivide i DPI in tre categorie in base al rischio:

Categoria Irischi minimi, ad es. lesioni meccaniche superficiali
Categoria IIrischi che non rientrano né nella I né nella III, ad es. molti elmetti e occhiali di protezione
Categoria IIIrischi che possono avere conseguenze molto gravi come la morte o danni permanenti alla salute, ad es. DPI anticaduta o protezione delle vie respiratorie

Chi è responsabile?

Per l'uso dei DPI sul luogo di lavoro nell'UE vale la Direttiva 89/656/CEE. Secondo la direttiva il datore di lavoro mette a disposizione DPI adeguati e ne assicura il buono stato con manutenzione, riparazione e sostituzione. Gli Stati membri l'hanno recepita con leggi proprie. Per vigili del fuoco e organizzazioni di soccorso valgono spesso regole aggiuntive proprie.

Controllo dell'utilizzatore e verifica periodica

Nella pratica ci sono di solito due livelli:

  • Controllo da parte dell'utilizzatore prima e dopo ogni utilizzo – secondo le istruzioni d'uso del produttore.
  • Verifica periodica approfondita da parte di una persona competente – chiamata a seconda del Paese «persona competente», «Sachkundiger» o «competent person».

Per i DPI anticaduta la norma EN 365 stabilisce quali informazioni il produttore deve fornire su uso, manutenzione e verifica periodica. Di norma i produttori indicano un intervallo massimo di dodici mesi, più breve in caso di uso intenso. Dopo una caduta o in caso di dubbi sullo stato, un pezzo viene ritirato dall'uso finché una persona competente non ha deciso.

Vita utile e messa fuori servizio

Molti prodotti hanno una durata massima indicata dal produttore, calcolata dalla produzione o dal primo utilizzo. I tessili invecchiano anche in magazzino. Una verifica superata non prolunga la vita utile. Per questo è utile tenere sotto controllo data di verifica e vita utile separatamente – e contrassegnare i pezzi scartati in modo che non tornino in circolazione.

Cosa deve contenere la documentazione?

Dati tipici di una scheda di controllo o di un protocollo di verifica:

Identificazioneproduttore, modello, numero di serie o lotto
Date importantidata di produzione, data di acquisto, data del primo utilizzo, durata massima
Assegnazioneutilizzatore, sede, veicolo o magazzino
Verificadata, motivo, esito per ogni punto di verifica, note, foto
Persona che verificanome, firma
Conseguenzeprossima verifica, riparazione, messa fuori servizio

Quali dati siano richiesti nel dettaglio dipende dal produttore e dal Paese. Molti produttori mettono a disposizione proprie schede di verifica.

Indicazioni per i singoli Paesi

Le norme UE vengono recepite e integrate a livello nazionale. Alcuni esempi, senza pretesa di completezza:

  • Germania: PSA-Benutzungsverordnung, DGUV Regel 112-198 e 112-199, DGUV Grundsatz 312-906
  • Austria: PSA-Sicherheitsverordnung (PSA-V), Arbeitsmittelverordnung (AM-VO)
  • Italia: D.Lgs. 81/2008, UNI EN 365
  • Svizzera: prescrizioni e pubblicazioni della Suva

Per il suo settore conviene chiedere al responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), alla sua associazione o all'autorità competente.

Carta, Excel o software?

Scheda di controllo, tabella o app – l'importante è che la documentazione sia completa, reperibile e aggiornata. Un software conviene non appena più persone eseguono verifiche o l'inventario cresce. Nella scelta faccia attenzione a:

  • domande di verifica e intervalli di controllo per modello, non solo per categoria
  • vita utile separata dalla data di verifica
  • promemoria prima delle scadenze
  • foto, allegati e firma nella verifica
  • esportazione dei dati in formati comuni
  • diritti per persone e aree diverse
  • utilizzo su smartphone, tablet e PC

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Aggiornato al:

Questa guida offre una panoramica generale. Non sostituisce le istruzioni d'uso del produttore, una formazione o una consulenza legale. Fanno fede le indicazioni del produttore e le norme del suo Paese.

Domande frequenti

Risposte brevi

Non trova la sua domanda? Consulti il manuale oppure ci scriva.

Con quale frequenza vanno verificati i DPI?

Con la frequenza richiesta dal produttore e dalle norme nazionali. Per i DPI anticaduta i produttori indicano di norma al massimo dodici mesi, meno in caso di uso intenso. A questo si aggiunge il controllo dell'utilizzatore prima di ogni utilizzo.

Chi può verificare i DPI?

La verifica periodica la esegue una persona competente che conosce l'attrezzatura e le indicazioni del produttore. Quale formazione sia necessaria lo stabiliscono produttori e norme nazionali.

Per quanto tempo vanno conservati i protocolli di verifica?

Dipende dal Paese e dal settore. Di solito la documentazione si conserva almeno per tutto il tempo in cui il prodotto è in uso. In APPEC lo storico delle verifiche di ogni articolo resta salvato e si può esportare in qualsiasi momento.

Posso documentare le verifiche dei DPI in digitale?

APPEC crea protocolli con data, ispettore, esito per ogni punto di verifica, foto e, su richiesta, firma. Quale forma di documentazione sia richiesta nel suo Paese e settore lo stabiliscono le rispettive norme – in caso di dubbio chieda al responsabile della sicurezza o all'ente competente.

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